16 Maggio 2018  14:01

Ecodom festeggia 10 anni

Roberta Broch
Ecodom festeggia 10 anni

In questo lasso di tempo il primo Sistema Collettivo italiano ha smaltito 765 mila tonnellate di Raee, con un recupero del 90% delle materie prime. Ciò nonostante, il nostro Paese è ancora in ritardo nel raggiungere gli obiettivi europei

Ecodom compie 10 anni e lo fa raccontando la propria storia in un libro “L’era dei Raee – 10 anni di Ecodom”, presentato oggi a Roma, assieme al Rapporto di sostenibilità annuale, nell’evento celebrativo del Consorzio.

Parlando di numeri, in dieci anni Ecodom ha gestito 765 mila tonnellate di elettrodomestici dismessi, riciclando 668 mila tonnellate di materie prime seconde, da cui sono state ricavate 460 mila tonnellate di ferro, 82 mila tonnellate di plastica, 16 mila tonnellate di alluminio, 15 mila tonnellate di rame. Nel 2017 ne ha gestite 105.066 tonnellate, più di un terzo del totale raccolto dal sistema ufficiale.

“La storia dei primi dieci anni del Consorzio – afferma Maurizio Bernardi, presidente di Ecodom - è fatta non solo di numeri, ma anche di relazioni costanti e proficue con i Produttori, con le Istituzioni, con gli attori della filiera e con le associazioni attive nella difesa dell’ambiente e dei consumatori: grazie a queste relazioni siamo riusciti a costruire un modello virtuoso, in grado di coniugare l’efficienza economica con l’eccellenza nella tutela ambientale. Oggi Ecodom è uno dei principali abilitatori italiani dell’Economia Circolare, poiché assicura all’industria la disponibilità di materie prime ottenute in modo sostenibile”.

Nel nostro Paese la strada da percorrere, però, è ancora lunga. Il “tasso di ritorno” dei Raee (cioè il rapporto tra quantità di rifiuti raccolti e quantità di apparecchiature vendute) è stato nel 2017 pari al 36%, molto lontano dagli obiettivi fissati dalla Comunità Europea per il 2019, pari al 65%.

Spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom: “è importante che lo Stato italiano inizi a cercare attivamente i flussi di Raee nascosti, gestiti al di fuori del controllo dei Sistemi Collettivi. Sono necessarie attività investigative sui flussi illegali, cui faccia seguito l’applicazione di sanzioni amministrative e penali commisurate all’entità sia dei profitti illeciti sia dei danni ambientali e sociali provocati. È inoltre indispensabile che venga approvato il Decreto sulla qualità del trattamento dei Raee e che l’iter di recepimento delle Direttive Comunitarie contenute nel pacchetto di Economia Circolare sia l’occasione per semplificare e rendere più praticabile la normativa italiana sui rifiuti”.

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